I corsi si stabilizzeranno

Negli ultimi giorni i mercati azionari hanno subito una flessione considerevole delle quotazioni. Al contempo, i tassi d’interesse sono ulteriormente diminuiti e il franco ha registrato un forte rialzo. Come dovrebbero posizionarsi gli investitori in questo contesto?

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Come andrà avanti il conflitto commerciale?

A parere della Banca Migros, nella controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina l’esito più probabile è ancora che si finisca per raggiungere un accordo. Il rischio di un conflitto a lungo termine è tuttavia aumentato e l’incertezza nella pianificazione potrebbe restare elevata anche dopo un’eventuale intesa.

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Nessuna appropriazione indebita Riserve di divise BNS

Nonostante le perdite di valutazione sulle posizioni in valuta estera, anche quest’anno la BNS distribuirà 2 miliardi di franchi alla Confederazione e ai Cantoni. L’elevato livello dei cambi suscita altre richieste. Che però risultano inopportune, poiché i titoli nel bilancio della BNS non rappresentano un patrimonio popolare e le loro prospettive di rendimento sono molto incerte.

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Crisi in Turchia: la fine non è in vista

La moneta nazionale turca, la lira, è in caduta libera. La politica economica del presidente turco pesava ormai da tempo sulla fiducia degli investitori, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una controversia con gli Stati Uniti. Nel prossimo futuro c’è da aspettarsi un forte nervosismo sui mercati finanziari.

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Qual è l’utilità delle previsioni?

Le previsioni hanno una grande pecca: in termini di affidabilità lasciano spesso a desiderare. Dall’inizio del 2017 la Banca Migros elabora previsioni trimestrali sull’economia e i mercati finanziari. Gli scenari che abbiamo predetto finora si sono avverati? Ecco il bilancio dopo quasi un anno.

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La BCE dimezza gli acquisti di titoli – Valutazione della decisione sui tassi presa dalla BCE il 26.10.2017

Oggi la BCE ha deciso di ridurre notevolmente il suo programma di acquisti di titoli («quantitative easing» o «QE») dall’inizio del 2018. Il QE, per il quale era stato posto un termine formale a fine 2017, sarà probabilmente esteso di almeno nove mesi, fino a settembre 2018, ma dimezzando a 30 miliardi di franchi il volume mensile degli acquisti a partire dall’inizio del 2018. Una volta concluso il programma, le giacenze in titoli saranno mantenute costanti, in altri termini il ricavato dei titoli che giungono a scadenza sarà reinvestito a tempo indeterminato.

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Giorni contati per la politica monetaria ultraespansiva dell’eurozona?

«È ancora troppo presto per un cambiamento della politica monetaria». Questa è la conclusione a cui era giunta la stampa dopo l’ultima decisione sui tassi presa dalla Banca centrale europea (BCE) l’8 giugno 2017. Tre settimane dopo l’umore sui mercati finanziari si è ribaltato, con il presidente della BCE Mario Draghi che ha sorpreso tutti profilando la possibilità di un cambio di rotta.

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