Attenzione alla previdenza con il part time

Dopo la maternità vorrei ricominciare a lavorare a tempo parziale. Come posso evitare una lacuna nella previdenza per la vecchiaia?

Chi lavora a tempo parziale dovrebbe occuparsi a fondo della propria previdenza. Purtroppo molte persone ne sono inconsapevoli, nonostante il tempo parziale sia sempre più diffuso. Con una quota del 60 percento interessa addirittura la maggioranza delle donne. Tra gli uomini è molto meno comune, con una quota dell’11 percento. Le persone con un impiego a tempo parziale sono complessivamente 1,5 milioni, di cui circa 650’000 lavorano meno del 50 percento. Per queste il rischio di una lacuna previdenziale è particolarmente elevato.

Questa è la lacuna previdenziale
Questa è la lacuna previdenziale
Con un lavoro a tempo parziale del 50 percento, il salario assicurato nella cassa pensioni può variare notevolmente: nel grafico è riportato per una cassa pensioni standard, per la CP Migros e per due impieghi a tempo parziale del 30 e del 20 percento.

Il motivo è la cosiddetta «trattenuta di coordinamento». Il legislatore prevede infatti che lo stipendio lordo per la cassa pensioni venga ridotto di una trattenuta fissa di coordinamento pari a 24’570 franchi. Con uno stipendio annuo di 70’000 franchi per un impiego al 100 percento il salario assicurato nella cassa pensioni è quindi pari a 45’430 franchi.

Nel grafico è riportato lo stesso calcolo per un impiego al 50 percento: il salario annuo assicurato scende a soli 10’430 franchi (35’000 meno la trattenuta di coordinamento di 24’570). In altri termini, chi lavora al 50 percento riduce le prestazioni della cassa pensioni non della metà, bensì di tre quarti. Ciò riguarda sia la rendita per la vecchiaia sia un’eventuale rendita d’invalidità o per orfani.

Il pilastro 3a colma le lacune della previdenza

Molte casse pensioni, tra cui la Cassa Pensioni Migros, sono tuttavia più generose di quanto previsto dal legislatore e adeguano la trattenuta di coordinamento in misura proporzionale al grado di occupazione, invece di utilizzarne una fissa. Nell’esempio menzionato il salario assicurato aumenta così da 10’430 a 22’715 franchi – un notevole miglioramento! Nella scelta di un lavoro a tempo parziale è bene considerare anche le prestazioni della cassa pensioni.

La situazione previdenziale è ancora più complicata nel caso di due lavori a tempo parziale con un basso grado di occupazione, se il singolo salario è inferiore a 21’060 franchi l’anno (v. esempio a destra nel grafico). In questo caso il datore di lavoro non è obbligato ad affiliare il dipendente alla cassa pensioni. Se non lo fa volontariamente, il lavoratore può assicurare il proprio reddito presso la Fondazione istituto collettore LPP.

Conclusione: chi lavora a tempo parziale deve prestare particolare attenzione alla previdenza.

Il mio consiglio è di compensare una modesta prestazione della cassa pensioni con versamenti regolari nel pilastro 3a. Può essere eventualmente considerato anche un riscatto della cassa pensioni.

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