33 consigli sul pilastro 3a (parte 1/5)

33 consigli sul pilastro 3a – vi illustriamo le molteplici possibilità di risparmiare sulle tasse con la previdenza vincolata e, nello stesso tempo, ottenere un rendimento interessante. Nella prima parte spieghiamo chi può ricorrere al pilastro 3a e quanto può versare.

Consiglio n° 1: effettuate i versamenti nel pilastro 3a il più possibile all’inizio dell’anno, perché lì il denaro rende di più che su un conto di risparmio. I versamenti effettuati possono essere interamente dedotti dall’imposta sul reddito – come dipendente fino a un importo di 6826 franchi («piccolo pilastro 3a»), come indipendente senza cassa pensioni fino a un limite massimo di 34 128 franchi («grande pilastro 3a»). Questi massimali sono adeguati ogni due anni dal Consiglio federale, la prossima volta in autunno, quando sarà stabilita l’aliquota per il 2019. Sfruttate la possibilità di un ordine permanente con importo pari al versamento annuo massimo.

Come costituisco il pilastro 3a?

Consiglio n° 2: vale la pena di cominciare a risparmiare presto. In teoria i giovani lavoratori possono versare i contributi nel pilastro 3a dal 1° gennaio successivo al 17° compleanno. Questo è il momento in cui comincia l’obbligo di contribuzione all’AVS e un reddito soggetto all’AVS è il requisito per effettuare versamenti nel pilastro 3a. Tuttavia, con una paga da apprendisti l’effetto del risparmio fiscale si traduce solo in una somma molto modesta. Al più tardi dai 30 anni in poi è tuttavia opportuno cominciare ad accumulare il pilastro 3a per beneficiare di un orizzonte temporale più lungo possibile. Inoltre il reddito raggiunge un ammontare per il quale il risparmio fiscale è rilevante.
Consiglio n° 3: i versamenti nel pilastro 3a sono interessanti sia per le persone con un basso reddito sia per quelle con entrate cospicue. In percentuale chi ha un basso reddito può ridurre le proprie tasse in misura maggiore rispetto a chi guadagna tanto. D’altro canto per i guadagni elevati il risparmio fiscale è maggiore in cifre assolute.
Consiglio n° 4: i versamenti nel pilastro 3a sono tanto più vantaggiosi, quanto maggiore è l’aliquota fiscale marginale sul reddito nel cantone di domicilio. Sfruttate dunque il pilastro 3a soprattutto nei cantoni con un’imposizione fiscale notevole, ad esempio Basilea-Città, Berna, Giura, Ginevra ecc.
Consiglio n° 5: se anche il vostro partner esercita un’attività lucrativa, versate entrambi i contributi nel pilastro 3a. Così potete far valere due volte il massimale concesso. Il pilastro 3a è particolarmente indicato se il vostro partner lavora a tempo parziale. Infatti, chi lavora ad esempio al 50 percento di norma non riceve dalla cassa pensioni la metà della rendita, bensì solo un quarto. Ciò dipende dalla cosiddetta deduzione di coordinamento. La lacuna può essere colmata con il pilastro 3a.
Consiglio n° 6: i lavoratori autonomi con un reddito fino a circa 150 000 franchi stipulano idealmente un «grande pilastro 3a» per motivi fiscali. Ciò significa che rinunciano ad affiliarsi a una cassa pensioni pagando invece fino al 20 percento del loro reddito da lavoro, ossia al massimo 34 128 franchi l’anno, nel pilastro 3a. Con un reddito più elevato è fiscalmente consigliabile affiliarsi a una cassa pensioni, combinata con un «piccolo» pilastro 3a (massimo 6826 franchi). Per una valutazione completa, oltre agli aspetti fiscali menzionati vanno tuttavia considerate anche le prestazioni di rischio (invalidità, decesso) di un’affiliazione a una cassa pensioni.
Consiglio n° 7: anche gli stranieri o i frontalieri domiciliati all’estero possono effettuare versamenti nel pilastro 3a se lavorano in Svizzera.

Troppo o troppo poco?

Consiglio n° 8: non vale la pena di versare troppo nel pilastro 3a. Chi versa contributi superiori al massimale si vedrà chiedere dall’Amministrazione delle contribuzioni o dall’istituto di previdenza 3a di farsi restituire l’importo in eccesso. I massimali che non sono stati restituiti non godono di agevolazioni fiscali: patrimonio e proventi sono imponibili.
Consiglio n° 9: viceversa i versamenti non effettuati in un anno non sono più recuperabili. Se i capitali a disposizione in un anno sono sufficienti solo per effettuare un versamento nel pilastro 3a o nella cassa pensioni, scegliete il primo. Infatti il riscatto della cassa pensioni può essere rimandato.

Quanto sono sicuri i capitali nel pilastro 3a?

Consiglio n° 10: non preoccupatevi per la sicurezza dei capitali versati nel pilastro 3a! In caso di insolvenza di una banca la protezione dei depositanti copre 100 000 franchi di capitali di previdenza per cliente (sommando i conti 3a e di libero passaggio). Ancora maggiore è la sicurezza dei fondi previdenziali (v. consiglio 11 e seguenti): infatti non sono coinvolti dall’insolvenza della banca, perché come patrimonio separato non rientrano nella massa fallimentare.

Contributi analoghi

Lascia un commento

Siamo interessati a una discussione aperta nei commenti, che devono tuttavia avere un riferimento specifico all’argomento trattato nell’articolo. Per saperne di più leggete le nostre regole per i commenti.

* Campi obbligatori