Riforma Previdenza per la vecchiaia 2020: buona, ma non abbastanza

La prevista riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 è importante e giusta. Ma le misure contemplate non sono sufficienti per stabilizza-re il livello delle prestazioni del 1° e del 2° pilastro. È necessaria un’autoresponsabilizzazione.

A metà marzo il Parlamento ha approvato di stretta misura, dopo difficili trattative, il progetto di riforma della Confederazione sulla garanzia delle rendite di vecchiaia. Tuttavia, manca ancora la votazione popolare, prevista per il 24 settembre 2017.

Se la popolazione approverà il progetto, la riforma entrerà in vigore il 1° gennaio 2018, qualora invece dovesse respingerlo, tutto resterà invariato. Dovrebbero essere elaborati nuovi piani. Quali saranno le conseguenze dell’attuazione delle misure annunciate?

Riduzione della rendita della cassa pensione

La riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 prevede di ridurre l’aliquota minima di conversione per il regime obbligatorio della previdenza professionale dal 6,8% al 6,0%. Ciò significa che attualmente l’avere di vecchiaia pari ad esempio a 500 000 franchi di un uomo di 65 anni genera una rendita annua vitalizia di 34 000 franchi (6,8% x 500 000), mentre in futuro sarà invece di soli 30 000 franchi (6,0% x 500 000).

Una «generazione di transizione» di venti anni di nascita dovrebbe ricevere una garanzia dei diritti acquisiti. Anche le rendite delle persone già andate in pensione non diminuiranno. Quelle dei futuri pensionati, invece, sì – del 12% per quanto riguarda la parte obbligatoria. L’avere di vecchiaia dovrà quindi essere più elevato se si vorrà ottenere la stessa rendita.

Con i previsti contributi di risparmio più elevati e l’abbassamento della deduzione di coordinamento dagli odierni 24 675 franchi a 14 100 o 21 150 franchi (a seconda del reddito), il capitale di vecchiaia risulterà più consistente, ma i tagli delle rendite non saranno del tutto compensati.

Supplemento AVS per i nuovi beneficiari di rendita

Per colmare ulteriormente le lacune previdenziali concernenti la rendita della cassa pensione, verranno aumentate le rendite AVS. La rendita massima AVS mensile per le persone singole salirà di 70 franchi (da 2350 franchi a 2420 franchi) e quella per i coniugi di 226 franchi (da 3525 franchi a 3751 franchi). Ciò varrà però solo per le nuove rendite di vecchiaia e quindi non per le persone già in pensione oppure per quelle che raggiungeranno l’età di pensionamento prima del 2018.

Le rendite maggiori saranno pagate per la prima volta a partire dal 2019. Di questa misura beneficiano in particolare le persone con redditi bassi, dunque la grande massa. Il suddetto supplemento è infatti previsto per tutti i nuovi beneficiari di rendita, a prescindere dal fatto che le loro rendite vengano ridotte o meno nella previdenza professionale.

In molti casi, però, il supplemento AVS non potrà compensare del tutto il minore importo della rendita della cassa pensione, come mostra il seguente esempio.

Reddito da rendita per pensionamento a 65 anni

Prima della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020Dopo la riforma Previdenza per la vecchiaia 2020
1° pilastro: AVSCHF 28'200CHF 29'040
2° pilastro: LPPCHF 28'414 1)CHF 25'594 2)
Totale reddito da renditaCHF 56'614CHF 54'634
DifferenzaCHF - 1'980
In %≈ - 3.5
Esempio: uomo, celibe, prestazioni calcolate in base alla LPP obbligatoria (rendite massime)

1) Aliquota di conversione 6,8%, deduzione di coordinamento CHF 24'675
2) Aliquota di conversione 6,0%, deduzione di coordinamento CHF 21'150

Aumento dell’età di pensionamento per le donne

L’età di pensionamento per le donne sarà innalzata da 64 a 65 anni, sia nell’AVS che nella previdenza professionale, con una progressione di tre mesi all’anno. L’innalzamento sarà effettuato a partire dall’entrata in vigore della riforma e terminerà dopo tre anni transitori.

Per l’AVS ciò non comporterà alcun aumento delle prestazioni; per la previdenza professionale invece sì. In seguito all’innalzamento dell’età di pensionamento, sia le lavoratrici che i datori di lavoro verseranno i contributi nel 2° pilastro per un anno in più, il che, stando ai dati dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, porterà a un miglioramento pari a circa il 4% delle rendite per il regime obbligatorio della previdenza professionale. Inoltre, questo adeguamento darà alle donne il diritto di essere assicurate fino ai 65 anni di età e quindi di riscattare le prestazioni fino ai 65 anni in caso di pensionamento anticipato.

Percepimento flessibile della rendita

In futuro sarà possibile uscire dal mondo del lavoro tra i 62 e i 70 anni di età, in modo totale o graduale. Questa modifica varrà anche per la previdenza professionale, portando nuovamente a un peggioramento della situazione attuale (oggi l’età minima di pensionamento è infatti di 58 anni).

Finanziamento aggiuntivo dell’AVS mediante l’imposta sul valore aggiunto

Per sgravare le finanze dell’AVS fino al 2030, la riforma prevede un aumento dell’imposta sul valore aggiunto in due tappe: la prima nel 2018 fissa un incremento dello 0,3 punti percentuali , la seconda nel 2021 di un ulteriore 0,3 punti percentuali.

Questi costi saranno a carico dell’intera popolazione. Ciò impedirà un rincaro dei costi lavorativi sotto forma di contributi salariali.

Quali saranno le ripercussioni di questa riforma?

Sebbene la riforma miri a garantire il livello delle rendite, già oggi è chiaro che queste misure non saranno sufficienti per mantenere in futuro l’abituale standard di vita. L’ipotesi fatta finora secondo cui le prestazioni del 1° pilastro (AVS) e del 2° pilastro (previdenza professionale) garantivano la copertura dell’abituale standard di vita vacilla sempre di più.

È necessaria un’autoresponsabilizzazione. La previdenza privata, volta a integrare le prestazioni dei due primi pilastri, assume un’importanza crescente. È essenziale individuare tempestivamente un’eventuale lacuna di reddito in vecchiaia, in modo da poter introdurre per tempo le possibili misure finalizzate a ovviare alle carenze.

  • Riscatto nella cassa pensione: consente di aumentare la rendita di vecchiaia, a condizione che esista un potenziale di riscatto e che siano disponibili mezzi liberi.
  • Sfruttamento delle possibilità di risparmio mediante la previdenza 3a privilegiata dal punto di vista fiscale.
  • Prolungamento dell’attività lucrativa: verificare se è possibile proseguire il lavoro oltre l’età AVS.
  • Individuazione del potenziale di risparmio supplementare: ci sono voci del budget che possono essere ridotte (premi assicurativi, costi abitativi)?

Un’analisi globale della situazione personale aiuta a tracciare un quadro generale e a intraprendere i passi necessari.

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