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La BNS manterrà il corso della sua politica monetaria

Nel nuovo anno i tassi d’interesse in franchi rimarranno praticamente stabili. La BNS manterrà la politica dei tassi d’interesse negativi e, se necessario, interverrà sul mercato dei cambi. L’accusa degli Stati Uniti, secondo cui la Svizzera praticherebbe la manipolazione valutaria, per ora non comporterà grandi cambiamenti.

Negli ultimi anni, gli economisti hanno avuto poche opportunità di variare le loro previsioni sui tassi d’interesse in franchi. Da quando la Banca nazionale svizzera (BNS) ha introdotto i tassi di interesse negativi nel gennaio 2015, i tassi d’interesse in franchi tendono ad avere un andamento più o meno laterale in tutte le durate. A questo riguardo, anche nel nuovo anno non cambierà molto. Nonostante la prospettiva del superamento della pandemia di coronavirus, la politica monetaria rimane molto espansiva in tutto il mondo. Le moderate attese inflazionistiche e i consistenti acquisti di obbligazioni da parte delle grandi banche centrali mantengono bassi gli interessi a lungo termine. Le forti iniezioni di liquidità a livello globale favoriscono la tendenza al rafforzamento del franco.

Non si intravede la fine dei tassi negativi

graphic negative interest

La Banca centrale europea (BCE) ha recentemente prorogato di nove mesi, sino alla fine di marzo 2022, il suo programma pandemico di acquisto di titoli di Stato, aumentandone il volume di 500 miliardi, per un totale di 1,85 trilioni di euro. Anche negli Stati Uniti la banca centrale (Fed) amplierà ulteriormente il proprio bilancio e inonderà i mercati di liquidità, acquistando titoli di Stato e altri titoli sul mercato secondario. A settembre la Fed ha inoltre modificato le sue previsioni: il tasso di riferimento dovrebbe essere innalzato solo quando sarà raggiunta la piena occupazione e l’inflazione resterà «per un certo periodo di tempo» sopra il 2%. Di conseguenza, la banca centrale statunitense aumenterà il tasso di riferimento più tardi rispetto a quanto fatto nelle precedenti fasi di ripresa.

 La tendenza al rialzo continua

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Con la prevista ripresa della congiuntura mondiale, la pressione al rialzo sul franco – e quindi anche la necessità di intervento della BNS – dovrebbe diminuire leggermente. Tuttavia, non si intravede un incremento dei tassi di interesse del franco.È probabile che passino ancora degli anni prima che la BNS aumenti il tasso di riferimento. La BNS non aumenterà il tasso di riferimento prima della BCE. Sui tassi a lungo termine pesano il rincaro stabilmente basso e il contesto globale di tassi bassi.

Accuse di manipolazione mosse dagli Stati Uniti per il momento senza conseguenze

L’accusa degli Stati Uniti, secondo cui la Svizzera praticherebbe la manipolazione valutaria, difficilmente indurrà la BNS a modificare il corso della sua politica. Il ministero delle Finanze statunitense cercherà dapprima il dialogo con la BNS e il Dipartimento federale delle Finanze. La Svizzera si appellerà ai fattori straordinari che l’hanno messa in una situazione in cui ora soddisfa tutti e tre i criteri per l’accertamento della manipolazione monetaria (un’eccedenza bilaterale nel commercio di merci pari ad almeno 20 miliardi di dollari USA, un’eccedenza delle partite correnti di oltre il 2% del prodotto interno lordo e consistenti acquisti di valuta).

Il forte aumento delle riserve monetarie della BNS è dovuto alle turbolenze valutarie all’inizio della pandemia di coronavirus. Il disavanzo della bilancia commerciale con gli Stati Uniti è stato gonfiato dal commercio di transito: la Svizzera è una piattaforma internazionale per il commercio dell’oro. Le esportazioni di oro dalla Svizzera verso gli Stati Uniti sono notevolmente aumentate nel primo semestre del 2020, a causa dell’interruzione delle catene di approvvigionamento da altri paesi verso gli Stati Uniti e del forte aumento della domanda degli investitori. 

La principale linea di difesa della BNS rimarrà tuttavia la stabilità dei prezzi, che è ancora garantita solo grazie agli interventi sul mercato dei cambi. Nei colloqui dovrebbe aiutare il fatto che in futuro sarà Janet Yellen a dirigere il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Yellen è stata presidente della banca centrale statunitense per quattro anni e conosce perfettamente la situazione di partenza della BNS. E anche se i colloqui dovessero arenarsi, non bisogna prevedere sanzioni immediate.

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