33 consigli sul pilastro 3a (parte 5/5)

33 consigli sul pilastro 3a – vi spieghiamo come impostare nel modo migliore la previdenza vincolata. Nell’ultima parte leggete di che cosa occorre tenere conto quando si prelevano i capitali del pilastro 3a.

Quando posso prelevare i miei capitali del pilastro 3a?

Consiglio n° 28: siate consapevoli del fatto che il pilastro 3a non si chiama «previdenza vincolata» per caso. Il suo scopo consiste nel concedere l’accesso al capitale risparmiato all’incirca solo con il raggiungimento dell’età AVS. Chi vuole può rimandare la liquidazione addirittura di cinque anni dopo il raggiungimento dell’età ordinaria AVS, a condizione di continuare a esercitare una professione. In questo periodo rimane possibile versare contributi nel pilastro 3a e dedurli dalle imposte. Viceversa il capitale può essere prelevato al massimo cinque anni prima del raggiungimento dell’età AVS – non dimenticatelo!
Consiglio n° 29: il prelievo anticipato, ossia ritirare il capitale ancora prima, è ammesso solo per poche eccezioni:

  • se avviate un’attività lucrativa indipendente
  • se espatriate
  • se acquistate una proprietà d’abitazioni a uso proprio, rimborsate il mutuo ipotecario che grava su di essa oppure volete ristrutturare o rinnovare la proprietà d’abitazioni a uso proprio
  • se percepite una rendita d’invalidità completa
  • se finanziate un riscatto nella cassa pensioni con i capitali del pilastro 3a.

Informatevi tempestivamente presso il vostro istituto di previdenza in merito alle condizioni precise e alle prove necessarie.

Com’è possibile scaglionare il prelievo dei capitali nel pilastro 3a?

Consiglio n° 30: i capitali del pilastro 3a sono tassati al momento del versamento. L’onere fiscale aumenta gradualmente con l’ammontare del capitale prelevato in un determinato anno. Per ridurre questa progressione fiscale è opportuno suddividere la riscossione del pilastro 3a con prelievi ordinari e prelievi anticipati ripartiti su diversi anni. Per esempio, a cinquant’anni effettuate un prelievo anticipato per rinnovare o ristrutturare la vostra proprietà d’abitazioni ormai non nuovissima. Con un secondo prelievo anticipato verso i sessant’anni riducete il prestito ipotecario tagliando le spese familiari in vista dell’imminente pensionamento. E nei cinque anni precedenti l’età AVS fatevi versare come prelievi ordinari l’avere rimanente nel pilastro 3a suddividendolo in tranche più o meno uguali.
Consiglio n° 31: per poter scaglionare il prelievo è tuttavia necessario che i capitali del pilastro 3a siano stati stati suddivisi dall’inizio su diversi conti previdenziali. Infatti non è possibile prelevare solo una parte dell’importo depositato su un conto. Potete aprire diversi conti sin dall’inizio (anche presso la stessa banca) e distribuire equamente i versamenti. Oppure cominciate aprendo un solo conto, sul quale effettuate versamenti regolari, e ne aprite un secondo solo quando il saldo del primo raggiunge, per esempio, 50 000 franchi.
Consiglio n° 32: nel suddividere i prelievi considerate anche i conti del vostro coniuge o partner in unione domestica registrata e il pagamento della cassa pensioni. Infatti tutti i capitali previdenziali prelevati in un anno sono sommati. Alcuni cantoni cumulano addirittura tutti i capitali prelevati su tre-cinque anni rendendo così più difficile poterli scaglionare.

Vale la pena di traslocare in un cantone fiscalmente vantaggioso?

Consiglio n° 33: spesso viene consigliato di trasferire il domicilio in un cantone fiscalmente più vantaggioso al momento della pensione. Infatti i capitali prelevati dal pilastro 3a sono imponibili nel cantone dove si vive al momento della liquidazione. Ma con uno scaglionamento ottimale dei capitali di previdenza l’aggravio fiscale rimane modesto anche in un cantone con un’imposizione elevata. Ciò consente di evitare un oneroso trasferimento di domicilio.

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